Sapone al Profumo di Agrumi con Metodo a Freddo

Questo è un dei miei primi esperimenti di saponificazione in cui ho formulato io la ricetta.

Può sembrare una cosa complicata ma in realtà non lo è. Vi riporterò alcune osservazioni sugli ingredienti utilizzati che possono esservi utili per la scelta dei grassi nei vostri esperimenti.

La fonte principale di informazioni è sempre il libro “Il tuo Sapone Naturale”

A parte alcuni grassi tra cui l’Olio d’Oliva, ve ne sono molti altri che non possono essere utilizzati da soli nella saponificazione per i più svariati motivi. Alcuni non danno corpo al sapone e si ottiene un sapone molto molle.
Altri irrancidiscono facilmente. Una componente da non sottovalutare sono anche i prezzi e la provenienza di alcuni Oli o Grassi che si potrebbero utilizzare ma che per noi risultano molto più costosi o meno reperibili dell’Olio d’Oliva.
Per questi motivi la maggior parte delle mie ricette ha come base questo olio.
La prima ricetta che ho pubblicato utilizzava lo utilizzava da solo. Si ottiene un ottimo sapone ma non fa tantissima schiuma…

In questa ricetta ho voluto introdurre:

  • l’Olio di Cocco che aiuta ad avere un sapone più duro e produce una gradevole schiuma ma se usato in maniera massiccia (con valori di soda non “scontata”) può seccare la pelle
  • l’Olio di Mandorle Dolci che è emolliente e lenitivo può essere usato senza problemi per la saponificazione, in questa ricetta ne ho usato circa il 10%. Devono far attenzione le persone con allergie specifiche!
  • il Burro di Cacao da utilizzare in quantità non superiori al 10% del totale dei grassi poichè ha la tendenza a rendere il sapone friabile e può provocare sensibilizzazione a chi ha pelle delicata.
  • l’Olio di Jojoba, di cui abbiamo già parlato nella ricetta del burro labbra , va usato in quantità non superiori al 3% poichè fa ammassare velocemente la mistura rischiando di perdere la fase di nastro.

Vediamo ora la ricetta per 1 kg di grassi. La ricetta può essere scalata per produrre maggiorni quantità.

Ingredienti:

  • 900 grammi di olio di oliva
  • 300 gr di Olio di Cocco
  • 150gr du Olio di Mandolre dolci
  • 120 grammi di Burro di Cacao
  • 30 grammi olio di Jojoba
  • 203.3 grammi di soda caustica (NaOH) (sconto soda 6%)
  • 450 grammi d’ acqua distillata

 

Ingredienti da aggiungere al nastro

  • 20ml di olio essenziale di limone
  • 20ml di olio essenziale di arancia dolce
  • 5ml di Olio essenziale di zenzero
  • 2 cucchiai abbondanti di farina di avena
  • Decorazione bucce di limone e arancia essiccate

 

Il procedimento è uguale a quello che abbiamo già visto nel primo post sul sapone prodotto con Metodo a Freddo, con una piccola eccezione sulla temperatura dei grassi che abbiamo lasciato scendere fino a 43°C per la presenza dell’Olio di Jojoba che favorisce l’ammassamento e quindi la formazione del nastro.

Rivediamo comunque il procedimento in maniera puntuale.

Procedimento:

Fase 1: Preparare l’area di lavoro Il posto ideale per fare il sapone è la cucina perché c’è a portata di mano tutto quello che serve. Sgombrate il piano di lavoro, copritelo con vecchi giornali o con strofinacci. Indossate i guanti e tenete a portata di mano la mascherina e gli occhialini.

Fase 2: Preparare la soluzione caustica Indossate guanti, mascherina e occhialini; in una tazza larga pesate con assoluta precisione la soda caustica. Nella caraffa di pirex pesate l’acqua. Mettete la caraffa sul fondo del lavello. Versate poco a poco la soda nell’acqua, mescolando in modo che si sciolga bene. Attenzione perché la temperatura della soluzione caustica salirà rapidamente sino ad 70/80 gradi. Riponete il contenitore coperto in un luogo sicuro a raffreddare

Fase 3: Preparare i grassi Mettete la pentola di acciaio sulla bilancia e, con assoluta precisione, pesate gli olii e i grassi in una pentola e posizionatela sul fornello. Fate scaldare a fuoco bassissimo, mescolando di tanto in tanto. L’olio non deve scaldarsi troppo.

Fase 4: Preparare gli ingredienti facoltativi Mentre la soluzione caustica raffredda e il grasso si riscalda, misurare gli olii essenziali ed in una tazzina mescolare l’olio essenziale con la farina di avena. Questo passaggio aiuta gli olii a non perdere troppo la loro profumazione durante la reazione di saponificazione.

Fase 5: Versare la soluzione caustica nei grassi Indossate guanti, mascherina e occhialini, con il termometro controllate la temperatura del grasso e della soluzione caustica. Quando la soluzione di soda è 45°C e i grassi a 43°C versate dolcemente la soluzione caustica nel grasso, mescolando bene col cucchiaio di legno. Ora è il momento di passare al frullatore a immersione.

Fase 6: Il nastro
Questo è un punto cruciale per tutti i saponai! Mentre frullate, il sapone cambierà colore e consistenza, diventando sempre più cremoso. Ad un tratto, togliendo il frullatore e facendo colare un po’ di miscela nella pentola, vedrete che resterà in superficie per qualche secondo prima di affondare. Questa “traccia” è il nastro. Adesso potete aggiungere gli ultimi ingredienti che avete previsto: posate il frullatore, prendete il cucchiaio e mescolate piano mentre versate l’olio essenziale e se volete qualche scorza. Se dopo aver aggiunto gli ultimi ingredienti il sapone si dovesse allentare io lo riprendo con qualche colpo di frullatore e poi passo nello stampo.

Fase 7: il gel
Dopo aver aggiunto velocemente gli ultimi ingredienti, versate il sapone fresco in uno stampo orizzontale tipo plumcake (di silicone e non in materiali rigidi o antiaderenti, mi raccomando! Leggere quali sono i materiali adatti qui nel primo post sul sapone). Spargete sulla superficie del sapone le scorzette per come decorazione. Isolate bene con coperte perché stia caldo. In questo modo verrà raggiunta la fase gel in cui il sapone risulterà di un colore gelatinoso. Resistete alla tentazione di sbirciare!).

Fase 8: stagionatura
Lasciate il sapone coperto nello stampo per 48 ore. Dopodiché sformatelo e tagliatelo a fette e lasciatelo stagionare all’aria in un ambiente asciutto e fresco. Se avete dei timbrini non troppo arzigogolati potrete imprimerli sul sapone mentre è ancora morbido in modo da creare un vostro marchio. Io ho provato con una zampetta in gomma. Sarebbe più efficace un timbro di metallo

 

La saponificazione si completa nel giro di un paio di settimane ma la stagionatura ottimale di un sapone è di 6-8 settimane. Più è lunga la stagionatura, migliore è il risultato!

Mi raccomando chiedete pure se avete domande, dubbi o curiosità!

Alla prossima!

 

 

Se avete passione per cura di sé e makeup fate un salto anche sul mio blog Manuki’s e troverete tanti altri articoli!!!

 

 

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