Ode ai RedJoe

I Fan in delirio sperano in una Reunion…(1)

Un po’ di storia.

Era da un po’ che mi frullava in testa di scrivere a riguardo. I ricordi non svaniscono, sono lì sepolti in qualche angolo del cervello ma se evocati, tornano allegramente a galla, belli o brutti che siano.

Purtroppo questa volta ricordi felici sono stati evocati da un tragico evento, la prematura morte del nostro amico : Alessandro -R.I.P.-  .

Mentre spulciavo le foto in cerca di quelle che lo ritraevano (e risaledo ai tempi del 5° superiore…capite bene il senso della parola “spulciare”) mi sono inevitabilmente imbattuto in tanti altri piacevoli ricordi (e per fortuna, aggiungerei!!!).

Uno dei gruppi nei quali ho militato che ha avuto più successo (volevo dire longevità o sbrago ma molti avrebbere potuto non afferrare) e con il quale mi sono divertito di più sono stati i RedJoe.
Il nome non è proprio a caso, con moltissima fantasia ci siamo rifatti al colore di capelli di uno dei componenti e fondatori, il caro capokkia-aka-franganghi-aka-fill-aka-Joered (per l’appunto).

[ho bisogno di te qui Joe : ti ricordi quando suonavamo con Daniele e Simone cover dei Maiden? Abbiamo cominciato così vero? O sono impazzito del tutto?]

In breve, un giorno io e Joe ci siamo detti:

J – “andiamo in sala prove? Mi va di suonare la batteria.”
H – “ok, io chitarra e voce”
(o qualcosa del genere)

Credo fosse la fine del 1998 o al massimo il 1999…

 

Al basso, terzo elemento requisito minimo per una formazione rock autosufficiente,  arruolammo in principio un mio compagno di classe di allora, Simone L. che però si dimostrò poco costante e al 3° “non posso” ci rivolgemmo a quello che fu poi il 3° membro della formazione : Fotz (aka Sor Pampurio).

Joe e Fotz erano già commilitoni nei “Fuori Tempo” (Liga Cover-nei quali se non erro avevo anche fatto una comparsata come chitarra di appoggio e cori) che però non esistevano più, quindi pensare a Lui da parte di Joe fu abbastanza semplice.

L’idea iniziale era di divertirci e uno dei gruppi di cui volevamo interpretare i brani erano i TIMORIA dei bei tempi. Così, cominciammo.

Essendo io e Fotz  appassionati di cartoni animati anni 70/80, quelli che ci hanno cresciuto, da li a proporre di suonare alcune delle bellissime sigle di un tempo rivisitate in chiave rock, il passo fu veramente breve. Di li a poco tra un “senza vento” e “tie your mother down” saltellavano fuori allegramente  Daitarn 3, L’uomo tigre, Capitan Harlock (naturalmente) e altre.

Inutile dire che era divertentissimo. I piccoli e modesti arrangiamenti ci venivano naturali, dettati dalla passione per quelle strofe che praticamente sapevamo a memoria ancora prima di cominciare a suonare!!!

Ma andiamo per gradi. La chiave era divertirsi, quindi, specie i primi tempi, ci ritrovavamo a proporre pezzi in pubblico che fosse d’impatto anche se magari non suonate con la maestria e la precisione di chi la musica la studia, ma sicuramente con l’energia e la grinta di chi a fare quelle 4 cazzate si divertiva un casino!!!!

Di cose divertenti ce ne sono capitate diverse, vediamo se me ne viene in mente qualcuna da raccontare.

Ah si, il nostro primo ingaggio in assoluto fu in un ex-cinema di testaccio dove c’era una cosa tipo la festa dei bimbi prima delle vacanze natalizie e noi 3 disgraziati ci presentammo suonando 3 o 4 pezzi credo tra cui un medley tra “tu scendi dalle stelle” e “jingle bell” rigorosamente rockkeggiate….in prima fila avevamo delle suore…in seconda bimbi delle elementari (o medie?)!!! Forte eh!?!

Fu un successone. Roberto P. che ci aveva ingaggiato sulla fiducia rimase piacevolmente sorpreso. Sono quasi sicuro di ricordare una suora battere le mani o qualcosa di simile, durante “tu scendi dalle stelle”, i bimbi impazzirono con i pezzi dei cartoni anche se per loro non erano esattamente contemporanei.

Anche i pochi amici che si erano lasciati convincere a venire e non osarono andare oltre l’ultima fila, rimasero positivamente sorpresi.

Anche noi in fondo fummo un po’ sorpresi…

Tutto cominciò così. Il successo ci lasciò un buon sapore in bocca e ci prendemmo gusto, iniziammo la scalata!!!!!

Ah ah, ricordare quei giorni è troppo divertente. E lo sarà ancor di più leggere i commenti dei miei due compagni di avventura che non ho ancora deciso se renderò “revisori” dell’articolo o semplicemente gli farò una sorpresa (spero gradita)!

Certo, non era tutto rose e fiori, certo che discutevamo, infatti alla fine abbiamo mollato, ma per un bel periodo, tutto è stato prevalentemente magico.

La chiave del nostro repertorio era la parola rock con un po’ di sfumature ma qualsiasi cosa ci passasse sotto le mani, ammesso che già non lo fosse, veniva processata in chiave rock. Per questo i pezzi che facevamo erano di varia natura, Dai Timoria ai Queen a Bruce Dickinson a Ligabue, più diversi pezzi dei cartoni animati, per arrivare a comporre 3 pezzi tutti nostri che facevano intravedere la cima dell’olimpo!!!

Abbiamo anche partecipato ad un paio di edizioni di Emergenza Rock, manifestazione musicale che prevedeva la competizione tra gruppi emergenti. Il funzionamento era molto semplice, anche troppo, era strutturata un po’ come san remo, solo che invece del televoto e la giuria votava il pubblico in sala con il metodo “mano alzata”. Il pubblico veniva precedentemente marchiato con un timbro sulle mani che conteneva un isotopo radio attivo. In fase di votazione, una apposita strumentazione era in grado di percepire quali mani fossero realmente alzate, rendendo così sicuro il risultato al 98%. La bassa carica radio attiva lo rendeva praticamente innocuo per la salute di ogni persona presente.

Capito tutto? Bene, significa che sono stato molto convincente : it was a joke ^___^ !

Su su, non fare quei ghigni, dovevo sdrammatizzare un po’ l’immagine che ho impressa nella mente di tale Marco che contava la mani dei presenti nella luce soffusa del locale, no!?

Il tutto, in fondo, era molto divertente. (se non si pensava al fatto che qualcuno si sarà pure arricchito, visto che i biglietti che il gruppo vendeva ai propri amici e conoscenti per avere più mani alzate possibili, costavano non poco…forse eravamo ancora col vecchio conio…cavolo non ricordo…oddio l’alzheimer…). Devo anche aggiungere che all’inizio l’avevamo presa molto alla leggera, così per divertici e pensando che saremmo usciti al primo turno. Poi, passato il primo turno…e il secondo…la cosa si è fatta via via più interessante ed il nostro bagarinaggio è arrivato sino ai parenti di primo grado, genitori compresi!!!

Alla fine della manifestazione, arrivammo…tra i primi…5, 6? Su una 40 di gruppi? Cavolo, ricordo meno di quanto sperassi, anche se alla fine non sono molto importanti i numeri!

Di serate ne abbiamo fatte divere e un po’ in tutto il lazio, proprio poco tempo fa, riesumando ricordi con il Sorpa, è uscito fuori un concerto a Priverno (qui sotto una foto all’ex-Sonica a Roma) che avevo completamente rimosso: che sbrago!!! Quello che rende felice un musicista, sia esso amatoriale o professionista, è la partecipazione del pubblico. Quando il pubblico partecipa e si diverte, nel nostro caso su alcuni pezzi era fondamentale: cazzo, sull’uomo tigre, quando partivamo con il primo ritornello era da pogo totale!!! E li a Priverno ricordava Sorpa, gente in delirio sotto il palco durante la nostra interpretazione della sigla del Grande Mazinga!!! YEAH!

Ad un certo punto, credo fosse per la naturale evoluzione del gruppo, ci trovammo con Carletto in sala. Esso era (ed è) prima di tutto un amico.
Poi era (ed è) il più preparato dei 3 musicalmente parlando. E così finalmente il 4° moschettiere! Il suo arrivo porto una ventata di “concentriamoci e facciamo le cose per bene” il che mise sotto torchio tutti noi. Fill in particolare non gradiva molto le bacchettate sul suo modo di suonare.
Dal canto mio ero ben felice di migliorare il mio modo di torturare la chitarra, anche se lo studio e io non siamo esattamente buoni amici, ci ho messo una bella fetta di buona volontà e qualcosa ho tirato fuori. Il Sor Pampurio era quello che “faceva il dovere suo”, stava nel pezzo, si divertiva un sacco e non aveva mire particolarmente esibizionistiche come invece un certo capellone di mia conoscenza…che pur di scapocciare faceva dei soli di merda!!!

Carletto aveva ragione : senza migliorare tecnicamente non saremmo andati lontato.
Infatti non appena ci siamo stancati di migliorare, abbiamo smesso di suonare insieme. Del resto dovevamo permettere anche ad altri di emergere, mica potevamo diventare i più forti di tutti!!!!!!!

Sotto la sua dolce e amichevole guida, purtroppo, non abbiamo una vita live da raccontare ma abbiamo la registrazione di almeno un pezzo (ho in mente la foto di Carlo che esegue il solo di Beat It in studio ma cavolo non mi riesce di trovarla…) . Con tutto quello che c’è intorno ad una registrazione. Scegliere un pezzo, impararlo, impararlo bene, provarlo, provarlo, provarlo, impararlo bene, provarlo, provarlo, impararlo bene, provarlo, pagare la sala di registrazione, smadonnare, sudare, incazzarsi, sbragarsi, ri-mixare il pezzo perché il fonico ha fatto un lavoro di merda.

AAAAAAAAAAAAAAH! Che bei tempi!

Non so se son riuscito a rendere giustizia a qualche anno di divertimento, spero che i miei compagni di viaggio soprattutto si divertano leggendo, commentino e aggiungano tutto quello che vogliono a riguardo!!!

 

 

Ho aggiunto qualche altra foto ricordo nella Photogallery.

Ciao
Harlock

Ps: Joe a suo tempo aveva già dato una sua versione dei fatti QUI.

(1) in realtà i massoni hanno già ripreso a vedersi e a suonare approfittando del fatto che sono lontano!!! Vigliacchi 🙂

 

 

 

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