L’evoluzione del Nakele…

Questo intervento mi è d’obbligo dopo aver compiuto l’adorato gesto dell’accendere il nostro già mitico albero di Nakele stamane al primo risveglio.
Una piccola premessa è dovuta, il Natale (o Nakele come amo definirlo dopo essermi appassionato a “the Nightmare Before Christmas” di Tim Burton, in italiano la voce protagonista Jack è una prodezza di Renato Zero…non mi dilungo oltre ma ce ne sarebbero da dire…COS’èèèèèèèèèèè!!!!!) ha sempre esercitato su di me un magico potere incantatore.
In realtà, benchè l’allegrezza dei pargoli durante le festività sia cosa nota, temo di aver avuto col crescere come un trauma, una reazione negativa quando con l’affievolirsi di magiche atmosfere misteriose, l’aumentare delle conscienza mista a consapevolezza ha tentato in tutti i modi di strapparmi a quella calda ed accogliete culla delle feste natalizie.
Ma, come si dice, barcollo ma non mollo o, mi piego ma non me lo faccio buttare nel di dietro…(era così no!?!?)
Insomma, per un cazzo di tardoadolescenteprecoceadulto che vuole perdersi nella fottuta magica atmosfera natalizia, sono tempi duri.
Gli amici ti scherzano (per le dimensioni del tuo albero) i matusa ti smatassano le palle con concetti demoralizzanti come
“iprezzialtilconsumismolaguerrasistavameglioquendo-
sistavapeggioiltrafficolagentelefile”
Eccheppale!!!
Voglio il mio fottuto, sereno, magico, colorato (anche eccessivamente, possibilmente) Natale!
In tutto questo, a minare la serenità e la magia del nakele ci si mette anche la tennologia. Lungi da me esserle contro ma le lucine del nostro albero, super bellissime, sono “digitali”, sono a fottutissimi LED, il che le rende assolutamente belle e funzionali, ma…un tantino, come dire…hm…fredde? Hm…no, non credo calzi a pennello ma il punto è che il nostro albero di nakele, sin dall’infanzia (dovrei avere dei testimoni in rete…) era caratterizzato non solo dall’essere vero (cosa alla quale rinuncio ben volentieri per salvaguardare i monti che a me piacciono così come sono, con gli alberti attaccati sopra!!!!) ma era avvolto da file di luci con lampadine classiche, con il filamento di tungsteno e le “intermittenze” erano ottenute tramite delle multiprese che immagino contenessero dei piccoli relè, un po’ come quelli per le frecce delle macchine (di qualche tempo fa…e dalle!) Il tutto donava all’accendersi e spegnersi delle lucine un “non so che” di magico. In prima istanza c’era il ronzio classico dovuto al passaggio della corrente… Bzzz….Bz….Bzzz, naturalmente se c’era la TV accesa il BZZZ era addirittura visibile… ma, cosa ancora più importante, il tutto necessitava di un minimo di riscaldamento alla prima accensione…così, una volta inserita la spina, si restava un attimo ad attendere che l’intero processo prendesse…vita…e BZZZZZZ!!!!!!
Stamattina mi sono svegliato, sono corso dal nostro albero gridando a Manuki “TI DISPIACE SE ACCENDO L’ALBEROO – Passo” e lei “FAI PURE – Manuki. Chiudo”, dopo aver ricevuto il consenso ad agire mi sono chinato, ho individuato l’interruttore della ciabatta ove si alimentano tutte le lucine…ho premuto…
…CLICK! BAM!!!
Tutto accesso e funzionante all’istante! Le lucine, ognuna con il suo gioco di luce, se ne sono ovviamente fregate altamente del lavoro di sincronia che avevamo ieri fatto e hanno cominciato a lampeggiare in maniera casuale ognuna come gli pareva.
Ovviamente, niente BZZZZZ!
Vi confesso che ci sono rimasto un po’ male…
Harlock, chiudo.
ps: ecco, dopo il provvidenziale e paziete intervengo sincronizzante dell’ “ing” … la magia ritorna … il nostro albero è proprio bello!!!

Rispondi