La demonizzazione della tecnologia.

Mary Poppins

Il problema non sono gli oggetti in sé dunque, ma il sognificato che vogliamo dare loro nelle nostre vite. Io stessa amo questi strumenti (tranne il cellulare… è più un amore-odio…). Sono tutti strumenti eccezionali a cui io stessa non potrei rinunciare, ma a cui va dato il giusto peso e per i quali è necessario un approccio critico.
La famiglia prima della scuola deve dare al figlio una formazione.
I bambini abbandonati davanti a questi mezzi ne vengono letteralmente risucchiati, diventando la loro baby-sitter virtuale anziché essere un momento di aggregazione e di gioco condiviso dal genitore con il figlio.
PS2Vi sono parecchi metodi messi a disposizione per aiutare i propri figli nei rapporti con tv, pc e consolle: dalle etichette per il contenuto dei giochi e delle trasmissioni tv, al parental control per internet e televisione, fino a dei veri e propri timer di gioco per le console.
Sono convinta però che nessuno di questi metodi, assimilabili ad una vera e propria censura, sia più importante della guida attenta del genitore stesso perchè come ben sappiamo ogni tabù si trasforma inevitabilmente in desiderio per bambini ed adolescenti. L’autorità del padre e della madre non può essere sostituita da un’altro congegno elettronico!

La famiglia ha un obbligo imprescindibile verso i figli. L’obbligo di formarli adeguatamente per affrontare i molteplici input che arrivano dai molteplici media. I genitori non possono nascondersi dietro al fatto che non conoscono la tecnologia, che i videogiochi sono troppo complicati da usare, che il tempo è poco e non possono dedicarsi a queste cose. Non ci possono essere scuse per non ottemperare ai propri obbilighi parentali.

Ho un distinto ricordo di me da piccolina, il periodo era quello dei Visitors, quindi parliamo del 1984… Io avevo perciò 7 anni. Tutti im iei compagni di classe guardavano questa pietra miliare delle serie TV e invece a me faceva schifo. Però mi sentivo in difetto verso i miei compagni e così lo guardavo con parecchia riluttanza. Non so quante volte mia madre mi si sia seduta accanto a rassicurarmi che tutti quei grossi lucertolini fossero solo finzione cinematografica.

Non mi pare sia così impegnativo come compito… ma forse erano altri tempi ed io ero una bambina troppo impressionabile che non si sarebbe mai sognata di cercare di mangiare topi o di uccidere un mio amichetto con un’improvvisata alabarda spaziale… Oggi i bambini sono di tutta un’altra pasta ricevono molti più input e probabilmente ci vuole molto più impegno…

Manuki

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