La demonizzazione della tecnologia.

Mary Poppins

Mary PoppinsQuesto è un’articolo un po’ serio per questo peiodo vacanziero, ma ce l’ho lì da un po’ e visto che è periodo di magra lo pubblico….

Recentemente su parecchi giornali sono ricomparsi i ciclici “allarmi tecnologia”. Sembra infatti che sempre più bambini diventino dipendenti da console, telefonini, pc ed internet e le famiglie si lanciano alla demonizzazione della tecnologia.

Sicuramente non ho l’esperienza di un sociologo o nemmeno di un pedagogo, ed una trentina d’anni su questo pianeta non sono certo una grande esperienza, però qualche riflessione mi sento in gradp di farla.
Sono una figlia della TV anni ottanta. Ho passato molto tempo da bambina davanti alla televisione. Non ho mai ricevuto particolari divieti o orari nei quali guardarla. E’ anche vero però che ho fatto un tipo di scuola elementare che mi teneva impegnata fino alle quattro del pomeriggio, quindi per quanto potesse essere rimanevo davanti alla TV massimo 3/4 ore.

Forse c’è chi potrebbe dire il contrario, ma credo di non avere particolari problemi psicologici dovuti alla mia esposizione al mezzo mediatico.
Sono anche cresciuta con un padre curioso delle nuove tecnologie e quindi ho avuto sotto manu vic20, Commodore64, Amiga 500 e pc (dal i386, i486 e poi via fino ad avere in casa più pc che persone). Nonostante questo credo di aver ricevuto sufficienti stimoli per non abusare di questi mezzi tecnologici, nonché sufficienti mezzi per approcciare tali tecnologie in maniera critica.

Ho sempre pensato che la tecnologia debba essere qualcosa che aiuta l’uomo a vivere meglio la sua vita, qualcosa che stupisce per la sua innovatività, mentre sempre più spesso la vedo dare per scontata o peggio, la vedo diventare qualcosa che non è stata inventata per essere: una necessità.

E così succede che in questi ultimi anni, gli anni delle grandi consolle per videogiochi, le tecnologie sollevino più allarme che stupore.
Il vero problema credo sia il modo in cui la tecnologia viene utilizzata e non la sua mera esistenza.Cellulari trendy

Quando un bambino passa ore ed ore davanti al pc, i genitori si allarmano e danno la colpa ad internet o ai videogames. Il bambino gioca per ore con la playstation, dimostra una spiccata aggressività ed i genitori accusano i giochi.
Mi sembra che questo modo di fare però sia un po’ una scappatoia. Che fine ha fatto l’impegno a prendersi la responsabilità di accompagnare il figlio verso un utilizzo critico di questi strumenti?
Mi rendo perfettamente conto che i messaggi di marketing e il bisogno di appartenere al gruppo, proprio sia dei bambini che degli adolescenti, possa facilmente sfuggire di mano ad un genitore e proprio perchè tali messaggi sono molto subdoli e potenti si dovrebbe insegnare ai figli a mettere un filtro tra loro e queste comunicazioni distrorte.

La maggior parte dei bambini oggi possiede un cellulare già alle elementari. Più ci penso più mi sembra assurdo e ringrazio per essere riuscita ad attraversare addirittura tutto il liceo prima che diventasse un prezioso ed irrinunciabile oggetto.
Ma ve lo figurate quante volte avrebbe chiamato mia mamma quando da ragazza 17-enne uscivo con gli amici i sabato sera???
E la libertà appena conquitata dove sarebbe finita?
Il fatto è che sia il figlio che il genitore percepiscono il cellulare come oggetto “essenziale” ad un certo punto della loro crescita (crescita dei figli ma crescita anche dei genitori).

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