Stinco di maiale alla Birra

stinco_piattoDopo aver addentato stinchi qua e là in giro per Birrerie (con la B maiuscola) finalmente ci siamo decisi a provare a prepararli da noi. Per prima cosa serviva l’ingrediante principale di questo piatto, lo stinco appunto, e qui ci è venuta in aiuto la macelleria di Branzi. Per il secondo ingrediente, la birra, abbiamo fatto da noi visto che da qualche tempo ci dilettiamo con la produzione casalinga. Beh, c’è quasi tutto, ah no, manca una buona ricetta. E qui ci viene in aiuto gustosamente la cui ricetta abbiamo seguito quasi alla lettera e che ringraziamo per l’ispirazione.

Beh, che ne dite, cominciamo?

Ingredienti (per due stinchi):

  • 2 Stinchi di maiale (possibilmente da un allevamento civile) i nostri pesavano circa 1,5 kg
  • 500 ml di Birra (anche qui con la B maiuscola…poi se lo volete fare con la birra da discount fate voi…ma non prendetevela con le ricette che trovate in giro per il web se il risultato sarà mediocre!!!)
  • Trito di Erbe aromatiche (Rosmarino e Salvia)
  • 2 Carote
  • 2 Coste di sedano
  • Olio Extravergine d’Oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Olio aromatico:

  • 6 cucchiai di EVO
  • 1 spicchio d’aglio
  • 5 bacche di ginepro
  • 5 grani di pepe nero
  • 6 foglie di salvia
  • un rametto di rosmarino (un rametto…non un albero)

Preparazione.

Iniziamo dall’olio aromatico. Scaldare in un padellino i 6 cucchiai di olio con i grani di pepe e ginepro pestati grossolanamente. L’olio deve essere ben caldo ma non al punto di fumo per carità. Nelle more tritare le erbe aromatiche e l’aglio (che poi utilizzeremo anche per lo stinco) ed aggiungerne una parte all’olio una volta spento il fuoco. Lasciare raffreddare.

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Motorola Razr XT910 e presunta incompatibilità con H3g… Stiamo scherzando?[UPD 20/02/2012]

Motorola Razr

(L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale)

Non posso più tacere!
Ho bisogno di sfogarmi, di condividere e anche dei consigli della rete!
Anche se questo blog non ha chissà quale visibilità, spero che qualche anima pia leggerà queste mie righe e magari sappia consigliarmi tecnico-burocraticamente.

E’ da poco trascorsa la data del mio compleanno e mi è stato regalato un MOTOROLA RAZR.

Lo bramavo da tempo. Ne avevo letto bene. C’è molto di Google all’interno e nonostante la diffusione in Italia sia rispetto agli USA o in confronto ad altri brand, volevo fosse mio!
Certo, il prezzo faceva si che questo rimanesse per me solo un cogitare… poi, il regalo… aaaah!

Purtroppo però non tutto sta andando liscio come avrei sperato….

Comincio quindi con la minuziosa descrizione del susseguirsi degli eventi.

Dunque, per prima cosa io sono un utente H3g soddisfatto. Da qualche anno oramai sono passato sotto la gonnella di tre (oh…hanno sempre testimonial in gonnella!!) e con il mio glorioso Nokia 5800 express music, mai un singolo problema.

Con l’XT910, RAZR per gli amici, prima cosa è necessario procurarsi una micro sim.
Quindi di corsa in un Negozio 3 dove il commesso sorridente fa sorridere anche me fornendomi la micro sim senza battere ciglio e senza farmi spendere un soldino (ne avevo lette di tutti i colori).

Inserisco la micro sim e tutto “magicamente” inizia a funzionare fino a che due giorni dopo il l’apparato ha necessità di andare in roaming, cosa rara vivendo a Milano dove la copertura è praticamente globale.
Al secondo tentativo di roaming l’XT910 si pianta con il simbolo di “sim non presente”.
Hm…. Hmmmmmmmmmmmmm.
Non mi piace!!

 

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Risotto con cavolo nero e Montebore Stagionato

Dopo una lunga assenza da questo blog ritorniamo a scrivere con una ricetta ispirata da alcuni recenti cambiamenti nelle nostre modalità di spesa.

Ci stiamo rifornendo di frutta e verdura attraverso dei servizi online che portano a casa frutta e verdura Biologica. Li stiamo attualmente testando e poi magari ne scriveremo su queste pagine.

Per non fare il cavolo cappuccio nero sempre nei soliti modi abbiamo pensato oggi di farne un risottino dal colore insolito mantecato con un buonissimo formaggio stagionato, il Montebore, sul quale potete leggere un nostro vecchio articolo qui e alla pagina dell’Azienda agricola che lo produce, Vallenostra.it

Ingredienti per 3 persone (o due molto affamate)

200gr riso Carnaroli
150gr Cavolo cavolo cappuccio finemente tritato
1 cipolla piccola finemente tritata
un paio di cucchiai di Olio EVO
1/2 bicchiere di vino bianco
1 l di Brodo vegetale bollente oppure 1 l di Acqua Bollente e 1 Dado vegetale senza glutammato monosodico e sale q.b.
circa 20 g di Montebore stagiionato grattugiato

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Decathlon takes good care of its customers

Ed è per questo che poi i clienti si affezionano.
O forse dovrei dire si viziano un po’
Eh si!
Perché se partiamo dal presupposto di chi non ha pretese da spedizione al polo o di scalata all’Everest per la propria attrezzatura (che poi bisogna sempre valutare eh…magari potrebbe essere una sfida interessante : sull’everest con la sola attrezzatura Quechua) bisogna ammettere che Decathlon è una vera manna dal cielo.
Nei suoi reparti si può trovare praticamente di tutto, compreso qualche prodotto di mache più “professionali”, o semplicemente più “rinomate”. Insomma, ogni caso va valutato in base alle necessità e alle possibilità ovvio.
Personalmente, come ho già scritto e descritto in altri post su questo blog, sono un cliente affezionato che per un motivo o per l’altro tende ad acquistare diverse cose dal colosso francese (e vi assicuro che non ho una naturale inclinazione per la Francia…) dall’abbigliamento, alle borse, zaini, scarpe, bici, tende, e qualche gadget tecnologico.
Abbiamo già scritto del Kaymaze 300 (in tre post: 1, 2 e 3) che non era affatto male prima che si rivelasse un apparecchio usa e getta.
Grande delusione ma, il customer care di Decathlon ci mette una pezza e noi usciamo di lì sempre con il sorriso sulle labbra.

Questa volta è il turno dell’altro disposito che abbiamo a suo tempo preso nello stesso giorno del keymaze, un orologio da montagna il Geonaute MW 500.2.
Tale aggeggio ha sempre fatto il suo dovere. Oltre alla bussola con un solo sensore è in grado di fornire informazioni su Pressione, Altitudine, Temperatura, finanche a memorizzare l’andamento meteo e buttar lì qualche previsione per le prossime 12/24 ore.
Nulla di scientificamente esatto ma sufficiente per far divertire un montanaro di vecchia data, quale mi piace definirmi.
Tra l’altro è stato anche nostro fido compagno durante il nostro viaggio di nozze, attaccato al manubrio della Fatboy che ho guidato, mi forniva in tempo reale info sull’altitudine e temperatura, due fattori veramente fondamentali durante il viaggio. Non si può certo dire che non lo abbia utilizzato!!!

 

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Pancakes

 

pancakesRipubblichiamo questa ricetta con una bella foto dei Pancakes che Fede mi ha fatto a sorpresa. La ricetta è sempre la nostra, ormai collaudatissima da anni.

data della prima pubblicazione su questo blog: 21/04/2008

NOTA: 1 tazza = recipiente da 250ml (vedi tabella conversioni)

Ingredienti
1 1/2 tazze di farina
3 1/2 cucchiaini di lievito per dolci (perfetto il double active baking powder) o 3/4 cucchiaino (abbondante) di bicarbonato
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero
1 1/4 tazza di latte
1 uovo
3 cucchiai di olio extravergine o di burro sciolto

Combinare farina, zucchero, sale e lievito in una terrina. Fare attenzione che il lievito non rimanga grumoso (magari passarlo attraverso un colino).
In una seconda terrina mischiare l’olio, l’uovo ed il latte. Amalgare bene.
Incorporare gli ingredienti secchi in quelli liquidi mescolando fino a che la farina non avrà assorbito bene il liquido e il composto risulterà liscio.
Scaldare una padella dal fondo pesante fino a circa 180 gradi. Per controllare che la padella abbia la giusta temperatura provate a fare questo esperimento con dell’acqua: Lasciate cadere delle gocce d’acqua sulla padella. se queste bolliranno e si sposteranno per la padella per diversi secondi prima di evaporare completamente avete la giusta temperatura

A questo punto passate un velo d’olio sulla padella e poi versate 1/4 di tazza di pastella sulla padella. Lasciare cuocere fino a che i bordi e il fondo siano ben dorati e poi girare. e cuocere l’altro lato.

Il primo pancake vi servirà per aggiustare la temperatura. Non girare troppo i pancakes e non schiacciarli con la spatola per non sgonfiarli.

Servirli caldi con dello sciroppo d’acero, miele oppure una salsina farra con frutta e un po’ di zucchero. Se volete tenerli in caldo disponeteli su una placca da forno ricoperta di carta da forno e metterli nel forno caldo. Il consiglio è però di mangiarli appena fatti anche se ognuno deve aspettare il suo!

Possibili sostituzioni o aggiunte:

  • sostituire 2 albumi all’uovo intero per ridurre il contenuto di grassi
  • sostituire parte della farina con farina integrale o di grano saraceno (fino ad 1 tazza e 1/4 i risultati sono stati buoni). Se si usa farina integrale potrebbe essere necessario usare più latte.
  • aggiungere frutta affettata al pancake una volta versato il liquido sulla padella, poi girare e cuocere normalmente il lato con la frutta.
  • aggiungere semi di sesamo, papavero o girasole o anche nocciole, mandorle etc…

3° Anniversario Blog e cambio host

“Tanti Auguri a teeeee!
Tanti Auguri a teeeeeeeee!
Tanti Auguri harlockemanuki.ittiiiii
Tanti Auguri a teeee!”

Ne è passata di acqua sotto i ponti (ed anche sopra a volte visto il clima degli ultmi anni!!!), ne sono passati di tasti sotto le dita e di furiosi click sinistri e destri sul mouse da quando nell’aprile del 2008 abbiamo deciso di dare una casetta tutta sua al nostro diario digitale trasferendoci dagli infidi msn spaces a questo nuovo e sbrilluccicante dominio personalizzzato.

Oggi sono passati ben tre anni dal primo post che abbiamo scritto per varare questo progetto e per festeggiare abbiamo deciso di sfanculare il nostro vecchio host, Aruba.it!

Ora, non ce ne voglia lo staff di Aruba ma non è certo colpa nostra se i siti realizzati con Joomla vengono penalizzati con tempi di accesso decisamente superiori rispetto ad altre piattaforme….

Quindi dopo aver constatato il problema ed aesserci informati a dovere avevamo due scelte:

 

  • Abbandonare Joomla
  • Abbandonare Aruba

 

Il passaggio a WordPress (che si è anche alleato con Microsoft) non ci allettava… tra difficoltà e fattibilità (tutto con la “à”) e tempi ristretti,non abbiamo voluto imbarcarci in questa Mission Impossible.

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Sapone da Barba all’Argilla Verde

Per Natale il 2010 io e Fede abbiamo regalato ad alcuni dei nostri parenti ed amici questo particolare sapone, che può essere usato come sapone daviso e corpo ma anche come sapone da Barba per la presenza di Olio di Ricino che crea una schiuma morbida e corposa e sapone argilladell’argilla che è perfetta per purificare la pelle ma anche per far scivolare la lama del rasoio. L’alto sconto della soda (8%) lo rende molto delicato sulla pelle.
Con l’idea di regalarlo a dei nostri amici come sapone da barba l’abbiamo colato in singoli stampi di legno, corredato da un pennello da barba colorato.
Il metodo utilizzato per la produzione di questo sapone è il “Metodo a freddo“, di cui ho già parlato nel primo post sul Sapone.
La metodologia quindi è la stessa.
La ricetta è tratta dal libro “Il mio Sapone Naturale” di Patrizia Garzena e Marina Tadiello.

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Sapone al Profumo di Agrumi con Metodo a Freddo

Questo è un dei miei primi esperimenti di saponificazione in cui ho formulato io la ricetta.

Può sembrare una cosa complicata ma in realtà non lo è. Vi riporterò alcune osservazioni sugli ingredienti utilizzati che possono esservi utili per la scelta dei grassi nei vostri esperimenti.

La fonte principale di informazioni è sempre il libro “Il tuo Sapone Naturale”

A parte alcuni grassi tra cui l’Olio d’Oliva, ve ne sono molti altri che non possono essere utilizzati da soli nella saponificazione per i più svariati motivi. Alcuni non danno corpo al sapone e si ottiene un sapone molto molle.
Altri irrancidiscono facilmente. Una componente da non sottovalutare sono anche i prezzi e la provenienza di alcuni Oli o Grassi che si potrebbero utilizzare ma che per noi risultano molto più costosi o meno reperibili dell’Olio d’Oliva.
Per questi motivi la maggior parte delle mie ricette ha come base questo olio.
La prima ricetta che ho pubblicato utilizzava lo utilizzava da solo. Si ottiene un ottimo sapone ma non fa tantissima schiuma…

In questa ricetta ho voluto introdurre:

  • l’Olio di Cocco che aiuta ad avere un sapone più duro e produce una gradevole schiuma ma se usato in maniera massiccia (con valori di soda non “scontata”) può seccare la pelle
  • l’Olio di Mandorle Dolci che è emolliente e lenitivo può essere usato senza problemi per la saponificazione, in questa ricetta ne ho usato circa il 10%. Devono far attenzione le persone con allergie specifiche!
  • il Burro di Cacao da utilizzare in quantità non superiori al 10% del totale dei grassi poichè ha la tendenza a rendere il sapone friabile e può provocare sensibilizzazione a chi ha pelle delicata.
  • l’Olio di Jojoba, di cui abbiamo già parlato nella ricetta del burro labbra , va usato in quantità non superiori al 3% poichè fa ammassare velocemente la mistura rischiando di perdere la fase di nastro.

Vediamo ora la ricetta per 1 kg di grassi. La ricetta può essere scalata per produrre maggiorni quantità.

Ingredienti:

  • 900 grammi di olio di oliva
  • 300 gr di Olio di Cocco
  • 150gr du Olio di Mandolre dolci
  • 120 grammi di Burro di Cacao
  • 30 grammi olio di Jojoba
  • 203.3 grammi di soda caustica (NaOH) (sconto soda 6%)
  • 450 grammi d’ acqua distillata

 

Ingredienti da aggiungere al nastro

  • 20ml di olio essenziale di limone
  • 20ml di olio essenziale di arancia dolce
  • 5ml di Olio essenziale di zenzero
  • 2 cucchiai abbondanti di farina di avena
  • Decorazione bucce di limone e arancia essiccate

 

Il procedimento è uguale a quello che abbiamo già visto nel primo post sul sapone prodotto con Metodo a Freddo, con una piccola eccezione sulla temperatura dei grassi che abbiamo lasciato scendere fino a 43°C per la presenza dell’Olio di Jojoba che favorisce l’ammassamento e quindi la formazione del nastro.

Rivediamo comunque il procedimento in maniera puntuale.

Procedimento:

Fase 1: Preparare l’area di lavoro Il posto ideale per fare il sapone è la cucina perché c’è a portata di mano tutto quello che serve. Sgombrate il piano di lavoro, copritelo con vecchi giornali o con strofinacci. Indossate i guanti e tenete a portata di mano la mascherina e gli occhialini.

Fase 2: Preparare la soluzione caustica Indossate guanti, mascherina e occhialini; in una tazza larga pesate con assoluta precisione la soda caustica. Nella caraffa di pirex pesate l’acqua. Mettete la caraffa sul fondo del lavello. Versate poco a poco la soda nell’acqua, mescolando in modo che si sciolga bene. Attenzione perché la temperatura della soluzione caustica salirà rapidamente sino ad 70/80 gradi. Riponete il contenitore coperto in un luogo sicuro a raffreddare

Fase 3: Preparare i grassi Mettete la pentola di acciaio sulla bilancia e, con assoluta precisione, pesate gli olii e i grassi in una pentola e posizionatela sul fornello. Fate scaldare a fuoco bassissimo, mescolando di tanto in tanto. L’olio non deve scaldarsi troppo.

Fase 4: Preparare gli ingredienti facoltativi Mentre la soluzione caustica raffredda e il grasso si riscalda, misurare gli olii essenziali ed in una tazzina mescolare l’olio essenziale con la farina di avena. Questo passaggio aiuta gli olii a non perdere troppo la loro profumazione durante la reazione di saponificazione.

Fase 5: Versare la soluzione caustica nei grassi Indossate guanti, mascherina e occhialini, con il termometro controllate la temperatura del grasso e della soluzione caustica. Quando la soluzione di soda è 45°C e i grassi a 43°C versate dolcemente la soluzione caustica nel grasso, mescolando bene col cucchiaio di legno. Ora è il momento di passare al frullatore a immersione.

Fase 6: Il nastro
Questo è un punto cruciale per tutti i saponai! Mentre frullate, il sapone cambierà colore e consistenza, diventando sempre più cremoso. Ad un tratto, togliendo il frullatore e facendo colare un po’ di miscela nella pentola, vedrete che resterà in superficie per qualche secondo prima di affondare. Questa “traccia” è il nastro. Adesso potete aggiungere gli ultimi ingredienti che avete previsto: posate il frullatore, prendete il cucchiaio e mescolate piano mentre versate l’olio essenziale e se volete qualche scorza. Se dopo aver aggiunto gli ultimi ingredienti il sapone si dovesse allentare io lo riprendo con qualche colpo di frullatore e poi passo nello stampo.

Fase 7: il gel
Dopo aver aggiunto velocemente gli ultimi ingredienti, versate il sapone fresco in uno stampo orizzontale tipo plumcake (di silicone e non in materiali rigidi o antiaderenti, mi raccomando! Leggere quali sono i materiali adatti qui nel primo post sul sapone). Spargete sulla superficie del sapone le scorzette per come decorazione. Isolate bene con coperte perché stia caldo. In questo modo verrà raggiunta la fase gel in cui il sapone risulterà di un colore gelatinoso. Resistete alla tentazione di sbirciare!).

Fase 8: stagionatura
Lasciate il sapone coperto nello stampo per 48 ore. Dopodiché sformatelo e tagliatelo a fette e lasciatelo stagionare all’aria in un ambiente asciutto e fresco. Se avete dei timbrini non troppo arzigogolati potrete imprimerli sul sapone mentre è ancora morbido in modo da creare un vostro marchio. Io ho provato con una zampetta in gomma. Sarebbe più efficace un timbro di metallo

 

La saponificazione si completa nel giro di un paio di settimane ma la stagionatura ottimale di un sapone è di 6-8 settimane. Più è lunga la stagionatura, migliore è il risultato!

Mi raccomando chiedete pure se avete domande, dubbi o curiosità!

Alla prossima!

 

 

Se avete passione per cura di sé e makeup fate un salto anche sul mio blog Manuki’s e troverete tanti altri articoli!!!

 

 

Review Planny Evo – 4Geek

Uno degli ultimi acquistini fatti soprattutto per lavoro è stato questa penna particolare. Abbiamo avuto la possibilità di acquistarla con un forte sconto sul sito Saldiprivati.it ed in questi giorni la sto testando anche al lavoro.

Ma andiamo per gradi… Per semplicità citerò le spiegazioni del sito 4Geek per raccontarvi di cosa si tratta:

Che cosa è?

Planny Evo è qualcosa a cui non potrai rinunciare una volta provato. Con una procedura di installazione semplice e intuitiva e un software dedicato Planny Evo trasforma lo schermo del tuo PC in un vero e proprio touchscreen, ma soprattutto, come il suo predecessore, Planny (ancora in vendita e meno costosa, ndr), può scrivere come una normale penna immagazzinando gli appunti in formato digitale.
Planny Evo ti da la comodità della penna con l’efficienza della tecnologia digitale, il tutto perfettamente integrato con il tuo sistema operativo.

Converti i tuoi appunti in formato pdf o jpg: Planny Evo è una vera e propria evoluzione di Planny. Nonostante le sue funzioni avanzate potrai sempre utilizzarla per prendere i tuoi appunti in formato digitale. Come una vera penna scrivi su qualunque foglio A4 o più piccolo, tutto ciò che scrivi sarà registrato in formato jpg o pdf e facilmente scaricabile su qualsiasi computer.

Trasforma un monitor in touchscreen: Grazie al software integrato e il ricevitore incluso nella confezione puoi utilizzare Planny Evo con il tuo computer come se avessi uno schermo touchscreen. Firma i tuoi documenti, prendi appunti in qualunque angolo dello schermo, dai vita alle tue idee. Planny Evo è estremamente versatile e può adattarsi a tantissime esigenze.

Si integra perfettamente con Microsoft Office e applicativi mail: Planny Evo è fatta per lasciarti utilizzare tutti i software a cui già sei abituato. Installa il software in dotazione e osserva come si integra perfettamente con Word, Powerpoint, Microsoft Outlook e tanti altri programmi fra quelli più utilizzati.

Firma i tuoi documenti direttamente sullo schermo: Scrivi i tuoi documenti come sempre con Microsoft Word e firmali direttamente sullo schermo. Inserisci i tuoi schizzi direttamente nei tuoi documenti senza dover utilizzare altri programmi. Microsoft Word riconosce ciò che scrivi con Planny Evo e lo converte automaticamente in un’immagine all’interno del documento.

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Muffin “Taragni” – farina di mais e grano saraceno

Ricetta per muffin salati, rivisitata con l’influenza delle tradizioni delle valli bergamasche.

 

muffin taragni

Ingredienti

230gr di farina

150gr di farina per polenta taragna (farina di mais e grano saraceno)

1 bustina di lievito (non vanigliato)

80gr di Branzi

80gr di Branzi Stravecchio

250ml di latte

2 uova

100gr di burro di malga fuso o olio d’oliva extravergine

un cucchiaino di sale

1/2 cucchiaino di pepe appena macinato

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